"M'illumino di meno 2010" - Villa Fondi, Piano di Sorrento

"M'illumino di meno 2010" - Villa Fondi, Piano di Sorrento
Il servizio di Penisola Tv.net

sabato 27 giugno 2009

Una prefazione d'eccellenza ...


Il libro "Il Mulino di Sophia. Valori e virtù per l'uomo di domani", avrà una prefazione d'eccellenza.

A scriverla è l'On. Luisa Bossa, già sindaco di Ercolano, consigliere regionale, ora deputato e membro della Commissione Antimafia.

Una donna, una madre, un'insegnante, una donna delle Istituzioni ... valori che nel nostro piccolo abbiamo voluto raccogliere in questo volume.

L'Onorevole presiederà peraltro alla presentazione del volume, il prossimo 20 luglio, presso la Sala consiliare del Comune di Sorrento

mercoledì 24 giugno 2009

Il mulino in viaggio verso Sorrento ...


Dal 30 giugno al 30 ottobre partirà un calendario di iniziative molto ricche, promosso dall'Assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Sorrento con il concorso della Regione Campania.
Musica, concerti, concorsi per giovani musicisti ed autori, pomeriggi in biblioteca con cineforum, letture di poesie, giochi di società, Musical e tanta informazione.
Il 19 luglio prossimo, all'interno di questo programma, verrà presentato "Il Mulino di Sophia. Virtù e Valori per l'uomo di domani".
Come autore (insieme a Domenico Palumbo) e presidente dell'Ass. Culturale Archimede, sono onorato dell'invito ricevuto ... L'idea di promuovere un lavoro di giovani, per giovani mi sembra importante in una società che sembra essere sempre meno disposta a guardarsi intorno, e soprattutto avanti...
E poi non è casuale la scelta della data ... il prossimo 19 luglio, ricorreranno i 17 anni dalla strage di Via D'Amelio in cui perirono il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della scorta ...
E il giudice Borsellino, insieme a Giovanni Falcone, sono stati ritratti all'interno del libro sottolinenando come l'opinione pubblica li abbia etichettati si come "eroi", ma quando invece non hanno fatto altro che compiere "il loro dovere" , una discrasia che emerge nitida, in altri "ritratti", a rimarcare che valori e virtù che la società quotidiana va ricercando non dobbiamo cercarli chissà dove ... ma sono nelle storie "normali" di persone come Nilde Iotti, Indro Montanelli, Don Lorenzo Milani, Piero Calamandrei ...


Sui dettagli della serata vi terremo informati.

sabato 13 giugno 2009

ricordando Massimo ... ultimo re di Napoli ...


Lo scorso Novembre la nostra ass. culturale, ha tenuto due incontri sull'ironia. "Storia e storie del saper ridere" il titolo ... dalla commedia greca alla poesia del mondo romano, fino a toccare i personaggi della comicità dei giorni nostri ... un viaggio curato dal sottoscritto e Da domenico Palumbo, realmente appassionante.

Inevitabilmente non si poteva non toccare il mondo di Massimo Troisi, un mondo tutto particolare, per un personaggio che è già (e forse non se lo sarebbe mai aspettato) leggenda ... come capita solo ai grandi. Del personaggio Troisi analizzammo l'ironia surreale, con un gesticolare che sulla scena era essa stessa ironia ... il "modus napoletanus" portato quasi all'esasperazione ... con quelle pause e i balbettii che non hanno nulla a che vedere con quelli Celentaneschi (che ci appaiono voluti e cercati per creare attesa nel pubblico), ma che altro non sono se non un vero e proprio segno di incertezza, come di chi non sa come comportarsi cosa fare o dire i nun determinato contesto ...

Quando con Domenico scegliemmo quale frammento video mostrare del grande attore comico, io non ebbi dubbi ... perchè sulla scia di quel che vi ho scritto poco fa, mi sembrò allora e lo è tuttora l'esempio più "azzeccato" per descrivere Massimo. Si tratta del monologo sul Belice ... il presidente Pertini, scosso dai fatti del Terremoto in Irpinia, si chiedeva che fine avessero fatti i soldi stanziati qualche anno prima per la regione siciliana del Belice, colpita anch'essa da un grave evento sismico. L'irruenza del presidente, affinchè non si ripetessero più le ingiustizie e gli abusi di prima, "scuote" Massimo ... divertentissimo ...

Ed è questo l'omaggio per il vuoto che ci ha lasciato ... e sono già 15 anni ...

martedì 2 giugno 2009

FESTA DEL 2 GIUGNO, ALL'INSEGNA DEL RICORDO DEI NOSTRI PADRI COSTITUENTI



La data del 2 giugno ci ricorda il referendum istituzionale a suffragio universale del 2 e 3 giugno 1946 con il quale gli italiani furono chiamati alle urne per esprimersi su quale forma di governo, monarchia o repubblica, dare al Paese, dopo la caduta del fascismo. Dopo 85 anni di regno, con 12.718.641 voti contro 10.718.502 l'Italia diventava repubblica e i monarchi di casa Savoia venivano esiliati. Agli elettori venne inoltre consegnata la scheda per l'elezione dei deputati dell'Assemblea Costituente, a cui sarà affidato il compito di redigere la nuova carta costituzionale. L'Assemblea eletta nominò al suo interno una Commissione per la Costituzione, composta di 75 membri. tra di essi alcune donne (Nilde Iotti, ad esempio, che fu la prima presidente della Camera donna) e Piero Calamandrei, tra i padri del codice di procedura civile a cui si deve un interessante intervento ai giovani milanesi sui valori della neonata Costituzione.


Il testo, appassionato e non retorico è stato riportato all'interno dell'ultimo lavoro letterario di Domenico Palumbo e Biagio Verdicchio. Ve ne riproponiamo una parte, come augurio a credere nella Repubblica, nella Democrazia, contro ogni forma di violazione delle libertà personali ...






Eppure, Calamandrei invitava tutti noi a non contemplarla, quasi come fosse uno sterile soprammobile, ma a viverla. E la metafora è eloquente.

Però, vedete, la Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La costituzione è un pezzo di carta: la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno metterci dentro il combustibile, bisogna metterci dentro l'impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l'indifferenza alla politica, l'indifferentismo, che è non qui, per fortuna, in questo uditorio, ma spesso in larghe categorie di giovani, è un po' una malattia dei giovani, l'indifferentismo. “La politica è una brutta cosa, che me ne importa della politica”. Quando sento fare questo discorso mi viene sempre in mente una vecchia storiellina che qualcheduno di voi conoscerà: di quei due emigranti, due contadini che traversavano l'oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l'altro stava sul ponte e si accorgeva che c'era una gran burrasca con delle onde altissime, e il piroscafo oscillava. Allora questo contadino, impaurito, domanda a un marinaio “ma siamo in pericolo?” e questo dice “se continua questo mare tra mezz'ora il bastimento affonda”. Allora lui corre nella stiva a svegliare il compagno e dice “Beppe, Beppe, Beppe! se continua questo mare il bastimento affonda” e quello risponde “che me ne importa, l'è mica mio!”. Questo è l'indifferentismo alla politica.

Parole attualissime!!! La politica è servizio altissimo, se svolto con sicurezza e con fermezza: è questo il messaggio che lancia ai giovani.
È così bello, è così comodo, la libertà c'è, si vive in regime di libertà, c'è altro da fare che interessarsi di politica - eh lo so anch'io - il mondo è così bello, ci son tante belle cose da vedere a da godere oltre che occuparsi di politica e la politica non è una piacevole cosa però la libertà è come l'aria, ci s'accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentiti per vent'anni e che io auguro a voi, giovani, di non sentire mai e vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai. Ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare, dando il proprio contributo alla vita politica.
La Costituzione, vedete, è l'affermazione scritta in questi articoli, che dal punto di vista letterario non sono belli, ma è l'affermazione solenne della solidarietà sociale, della solidarietà umana, della sorte comune che se va a fondo, va a fondo per tutti questo bastimento. È la carta della propria libertà, della propria dignità d'uomo.
Io mi ricordo le prime elezioni dopo la caduta del fascismo, il 6 giugno 1946. Questo popolo che da venticinque anni non aveva goduto le libertà civili e politiche, la prima volta che andò a votare: dopo un periodo di orrori, il caos, la guerra civile, le lotte, le guerre, gli incendi, andò a votare. Io ricordo, io ero a Firenze, lo stesso è capitato qui. Queste file di gente disciplinata davanti alle sezioni, disciplinata e lieta, perché avevano la sensazione di avere ritrovata la propria dignità: questo dare il voto, questo portare la propria opinione per contribuire a creare questa opinione della comunità, questo essere padroni di noi, del nostro paese, della nostra patria, della nostra terra, disporre noi delle nostre sorti, delle sorti del nostro paese.

Ecco cos’è la democrazia: in tempi in cui si parla del timore, crescente, dell’astensionismo, il cittadino dovrebbe capire quale importante diritto è invitato a compiere mediante il voto. Dovrebbe capirlo quant’ancora vede di fronte a sé insicurezze, paure, crisi.
Quindi voi giovani, alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come cosa vostra, metterci dentro il senso civico, la coscienza civica, rendersi conto - questa è una delle gioie della vita - rendersi conto che ognuno di noi al mondo non è solo, che siamo in più, che siamo parte di un tutto, nei limiti dell'Italia, e del mondo.
Ora, vedete, io ho poco altro da dirvi.
In questa costituzione di cui sentirete fare il commento nella prossime conferenze c'è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre glorie son tutti sfociati qui, in questi articoli e, a sapere intendere dietro questi articoli, ci si sentono delle voci lontane.

DOMANI 21. 04. 09 ... ARTISTI UNITI PER L'ABRUZZO

Ricordando Indro Montanelli a 100 anni dalla nascita ...

ricordando Massimo ... ultimo re di Napoli