
"Adesso si scandalizzano se vedono volare pugni.
Ma anche allora succedevano queste cose:
però il pomeriggio, tutti insieme
facevamo la Costituzione"
Vittorio Foa
E' stato stampato nei giorni scorsi per conto dell nostra Associazione e col contributo del Comune di Piano di Sorrento, il libricino "Italiani. Costituzione: 60 anni di orgoglio".
Si tratta di una "gustosa" anticipazione di un saggio più articolato che il sottoscritto insieme al dottor Domenico Palumbo, hanno scritto lo scorso ottobre, nell'anno in cui si sono festeggiati i sessant'anni della nostra carta costituzionale.
L'estratto di questo saggio (che attende una propria pubblicazione), è stato consegnato nei giorni scorsi agli studenti delle scuole medie di Meta di Sorrento "A. Fienga", in occasione delle manifestazioni in programma per il 25 aprile p.v.
Si tratta dell'analisi, spiegata però con linguaggio semplice, dei primi 12 articoli della Costituzione, i cd. Principi fondamentali.
Come si legge nella conclusione, I primi 12 articoli furono discussi e sofferti, ma alla fine furono riconosciuti, ieri come ancora oggi, di altissimo profilo, e non come frutto di un mero compromesso.
Si trattava per i costituenti, di integrare tra loro l’idea pluralista di uno Stato in cui i diritti dei singoli e delle aggregazioni sociali e territoriali venissero prima della legge e dell'autorità statuale, con l’idea di un pubblico potere che non fosse solo osservatore della vicenda sociale, ma promotore di un'idea sostanziale di eguaglianza e di giustizia, attraverso la "rimozione degli ostacoli" al pieno sviluppo delle persone e alla partecipazione alla vita collettiva.
Si trattava per i costituenti, di integrare tra loro l’idea pluralista di uno Stato in cui i diritti dei singoli e delle aggregazioni sociali e territoriali venissero prima della legge e dell'autorità statuale, con l’idea di un pubblico potere che non fosse solo osservatore della vicenda sociale, ma promotore di un'idea sostanziale di eguaglianza e di giustizia, attraverso la "rimozione degli ostacoli" al pieno sviluppo delle persone e alla partecipazione alla vita collettiva.
[...] Abbiamo da Italiani il dovere di coltivare la nostra identità culturale, non certo per arroccarci in sterili eremitaggi di pensieri, quanto invece per puntare sugli scambi tra culture. Era questo il senso che aveva la parola “Mediterraneo” per gli antichi, ed è a questo stesso ampio orizzonte che proiettiamo lo sguardo . Come per Pericle Atene era la culla della civiltà, così oggi, per gli Italiani, l’Italia deve diventare la scuola che riesca a portare in sé un’idea universale , quella di complementarietà, capace di riunire il mondo tutto e nello stesso tempo capace di insegnare ad aprirsi al mondo: meglio, a ciò che intendiamo con la parola Uomo.
Per questo lavoro il primo grazie va all'amico Domenico, per l'aiuto e il sostegno a quella che, per quanto mi riguarda, è una "opera prima" e poi al comune di Piano di Sorrento che ha creduto al progetto di giovani, che hanno voglia di raccontare ai giovani, il nostro "ineludibile" passato.
E' possibile contattare l' Associazione per la possibilità di prendere visione del volumetto.

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